Il mondo agricolo lamenta il caos e chiede di posticipare la scadenza per presentare le domande di esenzione Ici prevista al 30 settembre
una corsa contro il tempo quella che vede impegnati in questi giorni i proprietari di case rurali per inviare all'Agenzia del Territorio la documentazione necessaria ai fini del corretto accatastamento e della conseguente esenzione dall’Ici.
Scade infatti il 30 settembre prossimo il termine per presentare la domanda di variazione della categoria catastale già assegnata ai fabbricati censiti, nelle categorie A/6 per le residenze e D/10 per gli immobili ad uso strumentale, ai fini del riconoscimento della loro ruralità. Ma soltanto il 21 settembre scorso, con la pubblicazione in Gazzette Ufficiale dell’apposito decreto del ministro dell'Economia che ha stabilito le modalità applicative, sono noti i moduli da utilizzare e la documentazione necessaria per la presentazione dell'autocertificazione. Il mondo agricolo si è quindi mobilitato per chiedere a gran voce una proroga. Tra gli altri, si è pronunciata Coldiretti, appellandosi al rispetto della legge 212/2000, ovvero il cosiddetto Statuto del contribuente, secondo cui i cittadini dovrebbero avere almeno 60 giorni di tempo dalla data di emanazione del decreto attuativo per presentare la documentazione prevista.
Secondo la Cia, Confederazione italiana agricoltori, “il termine per la presentazione della domanda all’Agenzia del Territorio è da considerare irricevibile da parte degli agricoltori, soprattutto perché solo in prossimità della scadenza si ha la possibilità di operare, quando, invece, già dal 13 luglio il provvedimento, che avrebbe consentito agli agricoltori di regolarizzare la propria posizione, poteva essere emanato e questo nonostante le ripetute sollecitazioni espresse da tutto il mondo agricolo”.
Secondo la Cia, sono diverse le criticità che rendono obbligatoria la concessione di una proroga. In primo luogo gli allegati alla modulistica (b e c) non sono di semplice e rapida compilazione, né per il singolo contribuente né per gli addetti ai lavori dal momento che richiedono una rilevante quantità di informazioni.
Inoltre si prevede che la domanda, compilabile con modalità informatiche tramite un’applicazione disponibile sul sito dell’Agenzia, debba anche essere presentata all’Ufficio provinciale competente dell’Agenzia del Territorio tramite consegna diretta, raccomandata con ricevuta di ritorno, fax o posta elettronica certificata. Per tale consegna sono stati concessi ulteriori quindici giorni.